Tamburi e…

…In kinyarwanda la parola “ingoma” significa tamburo.

Una leggenda ruandese narra della nascita del tamburo come un dono del dio del cielo alla Terra per poter comunicare con i suoi sudditi.

LA STORIA DEL TAMBURO – di Janna Carioli e Nini Giacomelli

…Tanti e tanti anni fa, si dice che il creatore un giorno si affacciò alla finestra del cielo e vide sotto di sé il centro dell’Africa che, a quel tempo, era solo terra scura, senza né animali né piante.
– Forse potrei fare qualche cosa per quella terra spoglia!
Detto fatto, avvolse ogni esemplare di animale e di pianta dentro grandi foglie e mise tutto dentro un tronco cavo. Poi chiamò Tere, il più piccolo dei suoi aiutanti che arrivò correndo perché non gli pareva vero di fare una cosa importante, proprio lui, che era il più piccino di tutti!
– Ho deciso di affidarti un incarico di grande responsabilità! Porterai nel centro dell’Africa, tutte le piante e gli animali. Quando sarai arrivato sulla terra, batti sul tronco. Io capirò che tutto è andato bene e ti tirerò su. Hai capito?
Tere, felicissimo, si infilò nella cavità del legno e si sedette sopra gli involti.
– Sei pronto? – il creatore legò il tronco con una corda e lo fece penzolare cautamente fuori dalla finestra del cielo. – Allora, partenza!
Scendendo Tere si guardava attorno incantato. Le nuvole erano così vicine che le poteva toccare e la terra così lontana che sembrava non dovesse mai arrivare. Dopo un po’, però, cominciò ad annoiarsi e prese a tamburellare sul tronco con le dita.
– Trintintin trintintin trintintintintin…-
Il creatore stupito si sporse dalla finestra.
– Non fare follie e suona solo quando sarai in salvo!
Tere si sedette più comodo, mentre la fune lo faceva scendere piano piano. Si grattò una crosticina sul ginocchio, si pulì il naso con una manica e si mise a canticchiare per far passare il tempo. Poi, distrattamente, cominciò a battere il palmo delle mani su quel legno sonoro.
– Papat pat pat- papat pat pat…-
Il paziente padre dei cieli, ancora una volta si sporse e gli disse di smettere, continuando a calare la corda. Tere si mise in piedi sui fagotti e guardò giù. La terra ora si avvicinava così rapidamente che fu travolto dall’allegria e cominciò a cantare a squarciagola battendo i pugni sul tronco.
– Bubum bum bum! Bubum bum bum!
Quando il creatore sentì Tere per la terza volta, si arrabbiò tanto che, senza neppure guardare fuori dalla finestra del cielo, mollò la corda. Tere piombò col sedere per terra. Le piante e gli animali si sparsero ai quattro venti disordinatamente ed il tronco cavo emise un rumore sordo!
– Bububuuuuuummm!
– Ecco, – rise il creatore affacciandosi alla finestra del cielo, – adesso sei arrivato. Suona quanto vuoi, tanto non ti farò più risalire!
Tere, disperato, cominciò a battere sul tronco cavo con tutte le sue forze.
– Papat bum bum! Papat bum bum!
Alla fine, il creatore, impietosito, lo riprese dentro la finestra del cielo, lasciando il tronco in mezzo all’Africa. E’ da quel giorno che il tamburo serve per comunicare con il creatore e con gli altri uomini della terra.

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2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Ginevra ha detto:

    BELLISIMO, VORREI TANTO SAPERNE DI PIù SUI DUE AUTORI

    1. urlodellaterra ha detto:

      Ciao Ginevra,
      alcune informazioni sulle opere di questi due autori le puoi trovare direttamente su wikipedia: Clicca qui
      Un saluto,
      Gianluca.

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